Wednesday, April 30, 2008

Al vernissage



Due scatti veloci che ricordano un momento della serata del vernissage del 17 Aprile 2008, presso lo Studio Cecchin.

Apprezzo molto ciò che è stato fatto per questa esposizione, e ringrazio tutti coloro che hanno dimostrato interesse e curiosità nei confronti delle mie opere esposte.



Nella foto, da sinistra : Luca Cervini, Marco Andrea Fichera, Massimo Cremagnani.
A breve avremo disponibile tramite YouTube il video dell'inaugurazione girato da Silvio Furian.

Wednesday, April 9, 2008

Mostra collettiva "Umano? Ultraumano"



Da Giovedì 17 a Mercoledì 24 Aprile, esporrò in questa collettiva le opere "L'Unicorno" e "Il Tramonto del Re dell'Apparenza". Salvo contrattempi, sarò presente alla serata d'inaugurazione. Vi aspetto.

Umano? Ultraumano. Poetica della deformazione, mostra d'esordio del progetto curatoriale Laboratorio Alchemico di Nila Shabnam Bonetti, avrà luogo dal 17 al 23 aprile presso lo studio del fotografo Paolo Cecchin. In esposizione le opere di giovani artisti, che insieme al 'padrone di casa', sono impegnati nella fotografia e nella sperimentazione digitale. La mostra vuole mettere in luce il percorso creativo che dalla fotografia analogica si è evoluto nelle nuove forme digitali, traendo vantaggio dalle straordinarie possibilità che la tecnologia ha fornito negli ultimi due decenni. L’obiettivo è quello di gettare un ponte tra passato e presente, mostrando come i nuovi strumenti di lavoro di questi artisti siano tutt'altro che asettici ed evidenziando una certa sintonia con la pittura tradizionale, pur realizzando opere il cui effetto visivo è estremamente innovativo.

I quattordici artisti presenti discutono con le loro opere il tema della deformazione della realtà. La mostra rivela una molteplicità di punti di vista sul tema ed appare evidente, come filo conduttore delle opere, l'indagine psicologica effettuata da molti artisti, che porta davanti agli occhi dello spettatore le visioni interiori dell'artista, tradotte in immagini delicate, curiose, talvolta inquietanti.
L'accompagnamento sonoro inedito, è stato concepito appositamente per la mostra e ispirato dalle opere stesse, con lo scopo di rendere più coinvolgente la visita.

Laboratorio Alchemico è un progetto che nasce nel Novembre 2007 a Milano, da un'idea di Nila S. Bonetti, con la collaborazione di Marco Garegnani. Lo scopo del Laboratorio Alchemico è quello di promuovere l'arte contemporanea, sostenendo i giovani artisti emergenti, attraverso l'organizzazione di mostre personali e collettive.

Friday, March 28, 2008

A me gli occhi



Sleight of Mind © Luca Cervini 2008

Ho deciso di rendere pubbliche e condividere con voi una serie di illustrazioni commerciali che sto realizzando negli ultimi mesi. Si tratta di lavori che andranno a formare un gioco di ruolo cartaceo (quindi sulla falsariga del diffusissimo Magic, ma le carte fanno parte di un mazzo pre-costruito) e che verranno distribuite per il mercato americano in un futuro prossimo.

Il progetto coinvolge diversi illustratori, ad ognuno dei quali è stato affidato uno dei mazzi che compongono il gioco. A me è stato affidato il mazzo "The Illusionist", l'illusionista, il più astratto e surreale. Credo di averne ben chiaro il motivo.

Mi ritengo più che fortunato per ciò che sto ottenendo da questa esperienza professionale, che mi sta permettendo di sperimentare molto, pur cercando di mantenere una certa linearità concettuale tra le illustrazioni tematiche. Le tavole le potete vedere sul sito, nella nuova sezione "Commissioned Artwork"; esse seguono procedimenti di realizzazione diversi - fotografia, acrilico, plastilina, scansioni e tutte trovano lo sbocco finale nel digitale.

Thursday, March 20, 2008

Analisi de "Il Tramonto del Re dell'Apparenza"

























In previsione di una mostra collettiva alla quale parteciperò nel mese di Aprile, nella quale sarà esposta "Il Tramonto del Re Dell'Apparenza" (informazioni più dettagliate nei prossimi giorni) pubblico qui una parte di testo descrittivo di una delle opere che hanno cambiato il mio modo di fare arte, grazie anche all'introduzione della figura del manichino come "seconda pelle".

Tratto dai miei appunti personali :
"Nella presa di coscienza di sé, un uomo abbatte muri inibitori e aspettative basate su principi inesistenti.

La distruzione di questo muro è rappresentata dalla rottura di quell'involucro che dapprima era il Re dell'apparenza e ora altro non è che un fantoccio ridicolizzato e messo a nudo. Appeso per le braccia da lunghe catene tese verso il cielo.
[...]
Nello scenario surreale di un tramonto avviene però il cambiamento.
In lontananza un castello si eleva verso il cielo ma è costruito sulla precarietà, mentre le fiamme, antico simbolo di purificazione, lo logorano.

Ai piedi di questa imponente proprietà vi sono due manichini, ipotetici seguaci del verbo del Re, che si disperano nel tentativo di raggiungere il castello. luogo metaforico di raggiungimento di uno status symbol. Sono muniti però di scale troppo corte e l'impresa si rivelerà vana.
[...]
Un Re che ha basato il suo operato sulla menzogna e sull'estetica. Estetica che la sua corona ci ricorda, grazie alla presenza di innumerevoli occhi.
[...]

Monday, March 10, 2008

Oltre la tela


Lucio Fontana, immagine dal web.


Molti sostengono che il digitale sia un mezzo artistico freddo, meccanico, addirittura inespressivo. Neanche lontanamente paragonabile al sapore del colore tradizionale, allo sporcarsi le mani, all'odore dei diluenti, alla carta fresca, tangibile.

Continuo a pensare che tutto questo sia sbagliato; sono affermazioni ingenue, distaccate. Non si può parlare male del digitale stando solamente dalla parte dello spettatore. Bisogna entrarvi dentro e respirare ogni pixel che compone l'opera che stiamo realizzando. Capire la passione, il dolore, la rabbia che - ammesso che siano presenti - formano il quadro digitale che abbiamo di fronte.

Io, artista digitale, sto vivendo il processo inverso. Oggi il digitale non mi basta più. Non è per freddezza o per mancanza di contenuti. E' per la libertà. La libertà di andare oltre la mia tela digitale, andare oltre i limiti del colore a video, della stampa, andare oltre le etichette che mi classificano in una o nell'altra categoria.

Nessuno storca il naso se un'opera è realizzata al computer, ma storcetelo se è il computer a realizzare e limitare l'opera.

Voglio che nella mia creatività possano coesistere digitale e tradizionale.
Allora non sono un artista digitale, non sono un pittore, non sono un fotografo, non sono un disegnatore. Sono solo quello che realizzo oggi a prescindere dal mezzo utilizzato.

Monday, February 25, 2008

Il sito si rinnova

Piccola ventata di freschezza per il sito, che poco alla volta si rinnova.

Compare il colore, perchè col tempo ho imparato ad apprezzarne l'intensità e il messaggio che può veicolare. Dunque non più solo bianco e nero nel menù del sito, ma una sorta di giallino sobrio ed elegante.

Nuove foto in biography e contact, a breve altri aggiornamenti in events e prints.
Fatemi sapere cosa ne pensate, ovviamente!

Wednesday, February 20, 2008

I meccanismi dell'arte


fotografia dalla rete

Ingranaggi pesanti e costosi sfregano tra loro muovendo l'immensa macchina del mercato dell'arte.

Coperti da questo frastuono, migliaia di artisti spingono per farsi conoscere, per mostrare le proprie idee illuminate e illuminanti. Gridano e la loro voce si perde tra le pareti delle gallerie, nei portafogli dei curatori, nella saccenza dei critici.

Gli artisti ridono, piangono, inventano, creano, distruggono. Si conoscono, bevono caffè, litigano, si copiano. E il meccanismo gira. Qualche fortunato viene benedetto da una luce superiore e sfonda il mercato o vince concorsi prestigiosi. Quel che è certo è che molti rimarranno nell'anonimato, qualcuno di loro raccoglierà pennelli e tela e dipingerà un fiumiciattolo la Domenica, mentre un altro terrà le sculture in garage, sotto un telo, per non sporcarle. Avranno indubbiamente il portafoglio alleggerito dalle spese per promuoversi, per esporre, per farsi conoscere. E' un investimento per il futuro, diranno poi.

Io ultimamente ho paura a reinserirmi in questo meccanismo.
Sto qui, in equilibrio tra l'anonimato e le quotidiane visite da parte dei navigatori del web che cadono casualmente sul mio sito. Mi concentro sul piacere di fare arte, illustrazione, fumetto o quant'altro. Realizzo tutto e niente. In silenzio. Lontano mille miglia dai rumori di quei pesanti ingranaggi.

Thursday, February 14, 2008

Tabula rasa

Passata l'influenza e con essa l'immensa quantità di tempo per navigare attraverso i pensieri, mi trovo ora di fronte al primo grande ostacolo di quest'anno.

Sapevo che prima o poi ci sarei caduto, era inevitabile.
Bene, diamo il benvenuto al blocco artistico.

Onestamente trovo che questo blocco sia più pericoloso della normale mancanza di creatività. La creatività viene a singhiozzi, ti assorbe e trascina come un'onda, ti accende come un fulmine caduto dal cielo.

Questo blocco mette in crisi il percorso creativo portato sino a La Solitudine di Re Mida. Questo blocco mette in bocca sapori nuovi, sentieri artistici da esplorare. Ho bisogno di esprimermi con nuove opere, sento la sensazione ma è la tecnica a frenarmi. Una tecnica che non mi basta e non mi soddisfa più.

Tabula rasa dunque, facendomi privo di ogni vecchia superficialità.
Rimango prigioniero delle mura di una diga che mi sono autocostruito.
E appena questa diga verrà abbattuta, che possa scorrere presto un potente e tumultuoso nuovo fiume.

Tuesday, January 29, 2008

Identità




Ho terminato qualche giorno fa il mio primo fumetto breve, anzi, brevissimo.

Due pagine che racchiudono risvolti per mille interpretazioni di una situazione apparentemente surreale, in cui una figura mascherata esprime la sua perplessità interiore attraverso la ricerca individuale.
Una strada psicologicamente tortuosa che la costringe (erroneamente?) a fare affidamento a ciò che lei è per il mondo esterno, a ciò che invecchiando è diventata, a come appare agli occhi degli altri.

Il testo narrativo ci accompagna lentamente in questa storia ermetica, mentre la donna protagonista dipinge letteralmente sul muro la propria identità (o il proprio ideale?) nell'arduo tentativo di riconoscersi in essa.