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Sunday, April 4, 2010

I Funamboli | The Funambulists

Qualche giorno fa ho deciso di pubblicare l'ultimo mio lavoro, I Funamboli
Come sempre fatico a definire conclusa una mia immagine, ma anche questa volta ho dovuto rassegnarmi ad accettarla per come risulta. C'è sempre qualcosa da sistemare, un dettaglio che non mi soddisfa, c'è sempre un colore che può essere virato verso un'altra tonalità. Potevo anche farla diversamente, forse. E tante volte ascolto questo istinto e cambio, modifico il lavoro. Poi ironicamente, dopo qualche ora, vi ritorno sopra e mi ritrovo a rimettere a posto le correzioni apportate poco prima. Allora viene il momento in cui decido di farla nascere, ed eccola qui. Ben lungi dall'essere un traguardo, I Funamboli è un tassello che mi aiuta a vedere un poco più chiara la mia ricerca artistica. I Funamboli parla della vita vissuta attraverso diversi stati emotivi e desideri.


ENG| I've published my latest artwork "The Funambulists". You can find it under the portfolio page at my website.
This work is another step over my artistic research. 
Under this page, a detail of the first figure. The surreal bird that is eating coloured apples marked with the dollar's simbol.

Thursday, August 27, 2009

Senza titolo?

Dopo alcuni mesi, finalmente, ho ripreso a dar forma a nuove opere.
E mentre le abbozzo su carta, mentre ne traccio i lineamenti più grezzi e sfocati, queste forme primordiali pulsano di messaggi inconsci sotto la mia penna.

Così oggi riflettevo su come le cose stiano davvero cambiando, e un veloce sguardo indietro (alle mie opere del 2006 e 2007) mi fa sorridere al pensiero di con quale certezza affermavo che il titolo nasceva sempre prima dell'opera. O meglio, di come il messaggio testuale precedesse sempre l'immagine visiva.

Forse allora, immerso nel mio contesto creativo, agivo in buona fede con un modus operandi che oggi invece vacilla terribilmente. Adesso che non sento più il bisogno di un rigido messaggio comunicativo quasi come una morale favolistica, sono le forme e le sensazioni, le rielaborazioni del corpo e situazioni irrazionali che arrivano trainando il significato - ammesso che ne esista uno razionale - dell'opera. E l'opera stessa assume così connotati più astratti ed emotivi.

Se questo sia un pensiero destinato a morire su queste pagine virtuali, o invece un primo sintomo di un'evoluzione stilistica sarà solo il tempo a dirlo.

E a proposito di tempo, torno ora a cercare le parole giuste per titolare la "Seconda Dissoluzione Temporale"!

Friday, January 30, 2009

Dissoluzioni Temporali

Con l'anno nuovo le idee creative mi sembrano più chiare, almeno in parte.
I lavori per Paperbirds proseguono, seppur lenti e non privi di ostacoli da superare, ma via via che passa il tempo ci avviciniamo a qualcosa di concreto e tangibile.

Per il momento non ho intenzione di sperimentare altri progetti in stop motion (sulla falsariga di Simulacrum, per intenderci), e questo mi dà più tempo per dedicarmi nuovamente alle mie tele digitali.

A differenza del passato questa volta l'opera racconterà ed esprimerà sì un concetto emotivo particolare, ma sarà anche parte di una serie di, secondo quanto ho in mente ora, cinque tavole. La dimensione finale di ciascuna sarà 100 x 100 cm.

Per la prima volta userò un formato quadrato.

Il legame tra queste opere è dato dal secondo titolo, ovvero da due parole costanti nelle cinque tavole : Dissoluzione Temporale.
Ed è proprio sul senso del secondo titolo che vorrei soffermarmi più avanti...

Saturday, September 20, 2008

Saudade



Saudade, ©2008
70x100 cm
Fotografia, tecnica digitale mista

Saudade è un termine inafferrabile, una parola sfuggente che lascia il sapore del suo passaggio nella bocca di chi la pronuncia.
E' tormento, è abbandono ed è forza, è speranza ed è morte.
E' la continua ricerca di un futuro che filtra tra i ricordi del passato e dona un senso al presente. E' il pianto della nuova vita, è un sorriso volto al domani e una lacrima che ne scorge la fine.
Saudade è l'assenza, la lontananza, il mare.
E' il bisogno soffocato e melanconico di vivere nella materialità dell'esistenza attraverso la continuità di un figlio nato.
Come perdersi nella realtà, o nei ricordi, ritrovandosi nelle parole delle pagine più importanti del nostro essere umani; stretti a quella fragile e incerta speranza che chiamiamo saudade.

Luca Cervini

Thursday, March 20, 2008

Analisi de "Il Tramonto del Re dell'Apparenza"

























In previsione di una mostra collettiva alla quale parteciperò nel mese di Aprile, nella quale sarà esposta "Il Tramonto del Re Dell'Apparenza" (informazioni più dettagliate nei prossimi giorni) pubblico qui una parte di testo descrittivo di una delle opere che hanno cambiato il mio modo di fare arte, grazie anche all'introduzione della figura del manichino come "seconda pelle".

Tratto dai miei appunti personali :
"Nella presa di coscienza di sé, un uomo abbatte muri inibitori e aspettative basate su principi inesistenti.

La distruzione di questo muro è rappresentata dalla rottura di quell'involucro che dapprima era il Re dell'apparenza e ora altro non è che un fantoccio ridicolizzato e messo a nudo. Appeso per le braccia da lunghe catene tese verso il cielo.
[...]
Nello scenario surreale di un tramonto avviene però il cambiamento.
In lontananza un castello si eleva verso il cielo ma è costruito sulla precarietà, mentre le fiamme, antico simbolo di purificazione, lo logorano.

Ai piedi di questa imponente proprietà vi sono due manichini, ipotetici seguaci del verbo del Re, che si disperano nel tentativo di raggiungere il castello. luogo metaforico di raggiungimento di uno status symbol. Sono muniti però di scale troppo corte e l'impresa si rivelerà vana.
[...]
Un Re che ha basato il suo operato sulla menzogna e sull'estetica. Estetica che la sua corona ci ricorda, grazie alla presenza di innumerevoli occhi.
[...]

Wednesday, January 23, 2008

Dettagli


L'Unicorno, particolare © Luca Cervini 2007

Spesso le persone che vedono le mie tavole sul web rimangono colpite dall'opera, ma sono dispiaciute per il formato troppo piccolo a video (che effettivamente ruba moltissimi dettagli).

Ecco allora alcuni particolari, a una risoluzione più alta, di alcuni miei lavori. Non è come vederle dal vivo, ma è sicuramente meglio del formato mostrato in rete.


L'Unicorno, particolare © Luca Cervini 2007


La Realtà dell'Artista, particolare © Luca Cervini 2007


La Solitudine di Re Mida, particolare © Luca Cervini 2007

Friday, January 18, 2008

Analisi de "L'Unicorno"


























Dai miei appunti personali :

"In una stanza immaginaria, tra pareti sporche e verdastre, vi è una figura antropomorfa seduta in posa, con gli occhi fissi verso lo spettatore. Ha il capo coperto da un leggero velo biancastro, che ne delinea le forme equine. Le braccia e le gambe sono quelle di un uomo normale, ma sembrano uscire e prender forma da un busto e un bacino artificiali. Un busto legnoso, secco, con un grosso buco al centro ; da questo buco fuoriescono ali nere e fiamme.

La figura rimane impassibile mentre ci osserva e si lascia guardare. Forse ha paura e forse sotto quel velo nasconde un'espressione triste o spaventata, ma decide di rimanere ancora lì, impassibile, a guardarci. Ai piedi indossa scarpe femminili, scarpe col tacco. Nella mano sinistra stringe un corno. Un corno lungo e affilato, dai contorni tortuosi e scavati. Un corno che la nostra mente non faticherà a collegare come appartenente alla misteriosa figura antropomorfa, nonchè all'animale leggendario che rappresenta : l'unicorno."


[...]

L'atto di strapparsi il corno non è che il cominciamento di un percorso verso la ricerca di se stesso, in un tentativo disperato di trovare nella sua diversità la normalità di esistere;[...]
E' il rifiuto di una diversità psicologica, che lo rendeva però reale, a favore di un'altra diversità accettata solo dal proprio inconscio.
Mentre ai nostri occhi egli risulta sempre un diverso, un freak deforme e innaturale che trasmette sensazioni di disagio e curiosità in chi lo osserva, dentro di sè c'è la ricerca della perfezione[...]
La leggenda dell'Unicorno vuole che, se privato del proprio corno, l'animale muoia. La perdita del corno è anche la perdita del candore, della verginità, della positività che l'animale rappresenta.[...]
La tavola segue l'onda del mio turbolento percorso artistico individuale che ha origine dapprima come viaggio surreale attraverso le emozioni e il fantastico, e in seguito più concentrato verso l'analisi introspettiva ed estrospettiva delle debolezze di una figura umana mutevole e sofferente. Anche questa tavola ci offre spunti per differenti chiavi di lettura, una lettura che ruota attorno alla sessualità e alla diversità di una figura umana metaforicamente associata all'unicorno.
I resti del corpo legnoso sono dunque probabilmente l'inizio di tutto : la trasmutazione dell'uomo/unicorno è il prodotto della distruzione dell'involucro costrittivo che bloccava il desiderio di rivelarsi nella sua diversità."

Wednesday, January 16, 2008

Pensieri illustrati


Trittico della metamorfosi interiore ©Luca Cervini, 2007

Mesi fa, in una pausa durante la realizzazione de "La Solitudine di Re Mida", fui preso dallo sconforto pensando alla necessità dell'accuratezza richiesta dalla mia tecnica digitale. Lavorando con le fotografie, sei costretto a scontrarti anche con un universo di persone che antepongono la tecnica al contesto che vai a rappresentare.

Se fai un errore di concetto, difficilmente verrà notato dai guru della grafica. Tanto più che molte delle immagini "commerciali" che girano oggi navigano nel mare della banalità, ma troneggiano nell'olimpo della perfezione. Dunque ecco che la prima cosa che balza all'occhio è la realizzazione, l'accuratezza del dettaglio, la risoluzione.

Ma poi, perchè? Non basta che un'immagine coinvolga emotivamente, catturi l'attenzione anche e non solo attraverso il linguaggio visivo? Davvero non sappiamo andare oltre l'estetica delle cose, nemmeno nel contesto artistico?

Tornando a me, in quel periodo realizzai un illustrazione chiamata "Trittico dell'individuo o trittico della metamorfosi interiore", che trovate in testa a questo topic.
Questo lavoro investiga l'ipotetico mutamento dell'essere umano, in tre passaggi introspettivi ; la presa di coscienza dell'esistenza, la conoscenza del mondo esterno e l'accettazione di sè. (Ci sono molte cose da dire su questo trittico, e le dirò magari più avanti).

La tecnica utilizzata è il fotocollage digitale, e a differenza delle mie opere tradizionali, ho lavorato più velocemente e meno accuratamente. Avevo bisogno di una boccata di freschezza.

Thursday, January 10, 2008

Mitologia e leggenda

Non è una novità affermare che nelle mie opere ci sia una certa influenza data dalla mitologia e dalle leggende. Da sempre sono affascinato da quell'universo immaginario che racconta vicende incredibili, che però sono così vicine agli uomini e al vivere quotidiano.

Le ultime mie tre tavole abbracciano questi mondi e cercano di rileggerli in chiave diversa, dove attraverso le simbologie s'inzuppano di significati e nuovi messaggi.

Ed ecco un Unicorno(L'Unicorno, 2007) ermafrodita nella lotta interiore tra l'accettare la propria diversità con orgoglio e la sensazione di essere un mostro. Re Mida(La Solitudine di Re Mida, 2007) che oltre all'oro, scopre la vergogna e l'umiltà di un istante di solitudine, nel desiderio di ottenere l'inafferrabile.
Icaro (Ritratto d'Icaro, 2007), e il suo coraggio di affrontare e raggiungere un ideale, un sogno, anche a costo della propria esistenza.

Storie lontane che spero ancora oggi possano farci riflettere ed emozionare.

Tuesday, January 8, 2008

Sulla sospensione del tempo





































Dopo più di un anno dalla sua realizzazione, "Sospensione Temporale" rimane una tra le opere più significative del mio percorso artistico, secondo il gusto dello spettatore. La tavola offre la possibilità di essere esplorata attraverso differenti chiavi di lettura, dove questa figura femminile isolata dall'esterno sembra perdersi nelle pagine di un libro, mentre alle sue spalle uccelli incatenati sorgono dall'azzurro e il cielo scioglie il suo tempo su di lei. Dai miei appunti personali :

"Sospensione temporale" congela quell'istante magico in cui i nostri sensi si assopiscono e lasciano che la nostra mente si immerga nei colori e nei sogni più reconditi. Il tempo perde ogni consistenza materiale, si scioglie e piove su di noi lentamente, mentre il nostro corpo, distante dal quotidiano vivere, resta in bilico tra la terra, ovvero il razionale, e il cielo.

Nell'opera, la ragazza sognatrice ha tra le mani un libro aperto. Simbolicamente, è la raffigurazione della propria introspezione che sta avvenendo, tra quelle pagine, parola dopo parola accompagnandola nei segreti dei propri sentimenti. Una lunghissima scala decreta il passaggio tra due stati e sembra tenerla lontana dal reale, dalla vita stessa. Un ombrello sospeso la protegge e richiama la nostra attenzione verso quel momento così delicato.